RECENSIONE : RUIDO – QUATTRO QUARTI
La scena sarda ha da sempre dato natale a diversi Mc e Crew che hanno scritto pagine nella storia del Rap Italiano. Ruido è sicuramente uno di questi e per chi ancora non lo conoscesse, per questioni di spazio, rimando alla sua biografia presente nel sito, ma citerei sicuramente due gruppi nei quali ha militato, Sr Raza e Fit Prod.
Quattro quarti è il suo primo album solista, pubblicato nel 2010 per Zero Cloni Rec e prodotto interamente dallo stesso Ruido, eccetto per la titletrack, dove al beat troviamo Tes.
Dieci tracce più cinque bonus track. Il titolo dell’album ci anticipa il suono che andremo a sentire, ovvero i quattro quarti che fanno la felicità degli amanti del rap puro, senza contaminazioni varie o suoni electro/disco/pop. Le tracce si susseguono una dopo l’altra in maniera fluida, alternando sonorità e tematiche ora leggere, “Vacanze a Sharm” feat. Coll Caddish e Bravo Pie -in cui si ironizza sull’italiano medio in vacanza-, ora più serie ed impegnate, “Quattro quarti” , “Se un giorno”, “Un Motivo”, “A modo mio”, in cui Ruido entra più nel personale. Non mancano le critiche sociali che troviamo in “Bella Gente” feat. Mr Mauri e “Il Treno”.
A risaltare maggiormente è senza dubbio “A volte basta solo aspettare” feat. Dan-T, beat e testo profondi e malinconici con rit. che Dan-t sa far entrare in testa prepotentemente.
Ruido si dimostra preparato anche nei ritornelli, cosa che apprezzo molto e che negli ultimi tempi è sempre più raro sentire.
Le collaborazioni sono poche ma buone, da Dan-T a Caddish e Bravo Pie, Tes, Skaz (La Fossa) e Mr Mauri (vocal in Bella gente).
Trovare qualcosa che non va in Quattro quarti mi è risultato difficile, non per essere di parte e nemmeno per dire che il disco è perfetto, ma perchè in ogni traccia si respira la passione di Ruido per questa musica e la sua bravura al mic, così come sui beat e sui testi, è davvero ottima. L’esperienza alle spalle c’è ed ha il suo giusto peso.
Ogni traccia è ben confezionata e bilanciata tra testo e suono, nessuno dei due è mai invadente, complicato o fuori luogo, il tutto risulta “semplice” ma efficace.
Questo disco, così come altri dei “big” della scena sarda, è stato poco pubblicizzato, io stesso l’ho scoperto solo ora, a ben due anni dalla sua uscita e facendo un giro sul web ho visto che sono veramente pochi i siti, blog o forum che ne parlano e non sono mai quelli che si dichiarano portavoce della scena italiana. Sarà che le tendenze del rap in Italia si stanno spostando verso sonorità nuove, sarà che tutti sono alla ricerca di nuovi fenomeni e spesso ci si dimentica di quelli già presenti, sarà quello che volete, ma tutto ciò mi fa sorridere e pensare ai commenti che si sprecano sul web nel sostenere che il rap moderno è morto, che il vero rap è quello old school degli anni 90, ma nel momento in cui viene pubblicato un disco “classico” si fa fatica a trovare qualcuno che ne parla o che lo spinga. Sarà che forse ha ragione Kill Mauri? Mi auguro di no. Ruido, Quattro quarti, disponibile in free download, ascoltatelo, perchè il rap è più vivo che mai, non facciamolo morire dietro monitor e tastiere.
Quattro quarti è la mia storia
quattro quarti è il mio disco
quattro quarti è musica fatta col cuore
quattro quarti è la realtà che vivo
Recensione a cura di Salvatore Cherchi




























04 feb 2012, 2:52 pm
“a volte basta solo aspettare” è una traccia divina! bella a ruido